09/05/2008
17:47

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Scatto d'orgoglio

Archiviato da janecalamity in: elefantino
Causa prolungato black-out tecnologico, lo leggo solo oggi, da Pierluigi. E apprendo così che, al contrario di quanto credevo, nelle riunioni di redazione del Foglio non si parla solo di napoletane incinte che sventolano minacce d'aborto in faccia al Presidente della Repubblica (nemmeno fossero i disoccupati partenopei di un tempo, che si davano fuoco se "lo Stato" non avesse dato immediato segnale di volerli mantenere a vita). Né si parla solo di Silvia Ballestra, che inanellando una banalità dietro l'altra, un luogo comunista dietro un altro, riesce a occupare un'intera paginata di intervista.
Invece, si parla anche di Ideazione. Ecco, se si parlasse solo di questo, per dire, forse sarebbe persino meglio.
04/05/2008
22:55

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L'Italia all'estero prima e dopo Prodi

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Romano Prodi, presidente del Consiglio uscente, all'Assemblea dei Mille di Chianciano:
"Ho salvato il Paese che era lo zimbello della UE".
Già, prima eravamo ricattati da Bruxelles; adesso dalla Libia.
29/04/2008
10:39

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Un successone

Archiviato da janecalamity in: politica
Novembre 2005, convegno "Un'Italia competitiva e solidale per affrontare le sfide del XXI secolo", promosso da Idee. Carlo De Benedetti, ingegnere, imprenditore, editore del quotidiano La Repubblica, investe ufficialmente Walter Veltroni e Francesco Rutelli come guide del futuro Partito Democratico (del quale reclama come onoraria la tessera numero uno), individuandoli come protagonisti del secolo appena aperto, affidando loro la missione di ringiovanire la classe dirigente e il ruolo di guidare il paese.

Aprile 2008, elezioni politiche del 13 e 14. Walter Veltroni, in precedenza eletto segretario del Partito Democratico alle primarie, va incontro alla più sonora sconfitta del centrosinistra, e della sinistra in generale, ad opera di Berlusconi da quando il Cavaliere è sceso in campo. Il Popolo della Libertà, in alleanza con la Lega, supera il PD alleato con il partito di Di Pietro di quasi dieci punti percentuali.

Aprile 2008, ballottaggi delle elezioni amministrative del 27 e 28. Francesco Rutelli, individuato dal Partito Democratico come candidato al Campidoglio, viene sonoramente sconfitto da Gianni Alemanno, candidato del Popolo delle Libertà, eletto sindaco con sette punti di distacco.

Ma secondo voi, De Benedetti avrà capito che è meglio tornare a fare l'imprenditore, visto il successone che ha riscosso come talent-scout?
28/04/2008
18:34

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O Roma o Orte

Archiviato da janecalamity in: politica
Spesso la vita è tutta una questione di alternative.


Lui Roma...


... loro, direi, decisamente Orte.
23/04/2008
09:41

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Exit, ovvero: aiuto, dov'è l'uscita?

Archiviato da janecalamity in: media e tv
E' tornato in onda Exit, il programma di approfondimento de La7 condotto da Ilaria D'Amico.
Ne sentivate la mancanza? Io, francamente no. E a sentire mia sorella, avevo ragione.
21/04/2008
12:03

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Tutti al Festival della Filosofia (tranne i filosofi)

Archiviato da janecalamity in: cultura, personal
A differenza dello scorso anno, quest'anno non mi sono neppure posta il problema se assistere o meno al Festival della Filosofia, ospitato dall'Auditorium di Roma dal 17 al 20 aprile trascorsi. A convincermi della necessità di soprassedere è bastata un'occhiata alla locandina dell'evento, dedicato stavolta a "Sessantotto. Pensiero e Azione". Ora, già la congiunzione tra il Sessantotto (non come anno, evidentemente, ma come feticcio) e il pensiero genera in me più di una perplessità: che si è dimostrata perfettamente fondata a scorrere l'elenco degli appuntamenti e degli ospiti previsti per l'iniziativa.

Sembrava di essere in un'intervista di Gianni Minà: solo che qui, al posto di Fidel Castro e Sotomayor, c'erano Carlin Petrini e Mogol, Massimiliano Fuksas (sì, proprio l'architetto saccente dello svarione - rimproverato a Berlusconi, ma commesso da lui - su Cicerone e Cesare) e Eugenio Scalfari, Oliviero Toscani e Erica Jong, Bernardo Bertolucci e Sergio Staino, senza naturalmente dimenticarel'immancabile Gofferdo Bettini.

Come dite? Non vedete tra costoro neppure un filosofo? Neanch'io: ma non bisogna disperare, perché i filosofi in realtà c'erano, ben nascosti tra i nomi di alto richiamo della gastronomia e della musica, del cinema e della satira, della saggistica e dell'architettura. Unico requisito per loro sembrava essere quello di aver superato una certa soglia anagrafica: classificandosi, insomma, già tra i "venerati maestri" che nessuno potesse più discutere, disturbando indecorosamente l'(assenza di) dibattito filosofico.

Sì, perché tra gli incontri e le tavole rotonde figuravano temi come "Il piacere della rivoluzione. Cibo, edonismo, impegno", o come "Like a rolling stone. Un ritratto americano della musica", o ancora come "Valle Giulia, frammenti di uno scontro di classe", o infine "Le metamorfosi del quarto potere. Dalla rivoluzione dei giornali a Internet". Argomenti interessanti, non c'è dubbio, sempre che - come ormai non mi è più dato sapere - siano stati affrontati senza la preoccupazione di tutelare ad ogni costo l'obsoleto nume di una rivoluzione che ci ha seppellito di equivoci per quarant'anni (e lo dico, da donna, a ragion veduta). Mi resta solo un dubbio: ma tutto questo, con la filosofia, cosa c'entra?