10/06/2008
15:51

commenti (2)

Dialogo tra una venditrice di almanacchi e una passante

Archiviato da janecalamity in: politica, personal
Mattina, pieno sole, centro storico di una grande città italiana, isola pedonale. Gente che viene, gente che va. All'angolo di un palazzo antico, crocicchio di giovani che si rivolgono ora all'uno ora all'altro dei passanti.

Venditrice di almanacchi:
Ciao!! (brandendo all'indirizzo della passante un foglio di dubbia fattura) E' vero che anche tu sosterrai la lotta comunista stamattina con una copia del nostro quotidiano?

Passante: (camminando oltre) Veramente no. Guarda, io voto Forza Italia.

Venditrice di almanacchi: Ah... (con un risolino leggero e nervoso) Eh, eh... Beh, che c'entra?

Passante: Come, che c'entra?

Venditrice di almanacchi: Beh, puoi sostenere la nostra lotta anche se voti Forza Italia...

Passante: Forse non sono stata chiara: sono così contraria alla vostra lotta, che voto Forza Italia.

Venditrice di almanacchi
: Ma allora tu sei contro la libertà di parola?

Passante: (sempre più perplessa) Contro la libertà di parola? E perché mai?

Venditrice di almanacchi: Perché non vuoi contribuire alla nostra lotta... alla sopravvivenza del nostro quotidiano.

Passante: (visibilmente spazientita): Ah sì? Quindi tutti quelli che non vi danno soldi sono nemici della libera stampa e della libertà di espressione?

Venditrice di almanacchi: No, beh...

Passante: (interrompendola) E invece  del fatto che stai cercando da dieci minuti di impormi  un prodotto che non ho nessuna voglia di acquistare, che ne dici?

Venditrice di almanacchi: Prodotto??!?!?

Passante: Perché, cosa credi che sia il tuo giornale? Non viene prodotto anche lui come tutto il resto? E tu non sei una commerciante che vuole piazzarlo?

Venditrice di almanacchi: Ma no, è diverso! Qui siamo fuori da queste logiche! E poi c'è una buona ragione!

Passante: Allora nella tua "logica" la limitazione della libertà è ammissibile quando vi sia una buona ragione a giustificarla?

Venditrice di almanacchi: Ma io non stavo limitando la tua libertà di parola...

Passante: (interompendola ancora) No, ma quella personale sì, che forse è pure peggio. E chi decide se la tua ragione è buona o no? E se poi la mia "buona ragione" confligge con la tua?

Venditrice di almanacchi: Noi combattiamo perché stia meglio anche tu!

Passante: Ah, perché siete "voi" che sapete com'è che io sto "meglio"?

Venditrice di almanacchi: Beh, non certo Berlusconi...

Passante: Ti risulta che Berlusconi placchi i passanti per piazzare i suoi quotidiani?

Venditrice di almanacchi: No, ma ha le TV, è pure peggio...

Passante: Perché, a casa tua la TV è sempre accesa?

Venditrice di almanacchi: Macché, non ce l'ho neppure!

Passante: E allora come fai a dirlo?

Venditrice di almanacchi: Ma vedo la gente!

Passante: E la gente che vedi non usa il telecomando?

Venditrice di almanacchi: Certo che sì! Ne è schiava!

Passante: Quindi significa che cambia canale quando gli pare? Addirittura potrebbe spegnere la TV?

Venditrice di almanacchi: Eh?

Passante: Pensa che atto rivoluzionario: la TV si può spegnere. (guardandole intorno) Al contrario mi sembra che tu non ne abbia, di pulsanti...

Venditrice di almanacchi: (provata) Senti, io non ti impongo niente! Se vuoi il giornale lo compri, altrimenti...

Passante: Altrimenti?

Venditrice di almanacchi: Altrimenti te ne vai.

Passante: Ecco, è a questo che volevo arrivare. Buona giornata.